Parole e immagini di un anima colorblind

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SFIORO

Corazza
Muro di granito
Neanche lo stillicidio della pioggia
È in grado di scavare
L’armatura che indosso
Fatta di piccole maglie
Unite pazientemente una ad una
Acciaio possente
Contro spade affilate
Stiletti appuntiti
E mazze ferrate.

Ma non è la battaglia di sangue e acciaio
Che mi spaventa
No…
È quella degli sguardi e delle promesse
Che si combatte ogni giorno
Tra la colazione e lo spazzolino da denti
Per un trofeo immaginifico che noi chiamiamo amore.

Vorrei sentire la tua carezza
Percepire il tuo alito sulla pelle
Anelare il tuo sfioro
Ma niente penetra la corazza
Questa dannata corazza
Che ancora non ho il coraggio di togliere.  

PAROLE E RICORDI

Parole che muoiono in gola
perché intrise di rancore
soffocate a stento
ricadono all’indietro
nella voragine che ho dentro
e annegano una ad una
nel mare di lacrime
non ancora versate.

Non chiedermi più quelle parole
le ho gettate via…
non hai bisogno di sentirle…
le sai già.

Hai preso i nostri ricordi più belli
e li hai dati in pasto ai cani.
Puoi negarlo, certo…
…ma è così.

DOLORE

E mi vieni a dire a me cos’è il dolore…

Un oceano nero e feroce
in cui ho annegato i pomeriggi senza fine
di questo interminabile inverno.

Un’ombra densa di petrolio
che ti scivola addosso
ottundendo i sensi
ricacciando le urla nella tua gola
e non sazia
si espande reclamando anche la notte.

Notti insonni a contare gli attimi
e ad ogni rintocco
una frustata più forte.

Il dolore dell’abbandono.

Il dolore del tradimento.

Adesso conosco il suo nome…

IL SILENZIO DELL’ATTESA

Nella luce ritrovata
di un amore temprato
il silenzio dell’attesa
corrode lentamente
la mia sanità mentale
e vorrei abbandonarmi
dentro vortici oblianti
stratagemmi chimici
perché anche se il cuore
è pronto ad amare ancora
la mente rimane in bilico
tra follia e speranza
e davvero non so
per quanto ancora
riuscirò a resistere…

UN DOLORE NUOVO

C’è un dolore nuovo
che squarcia senza lasciare traccia
talmente insopportabile
da farti anelare quello fisico
il trapano su un nervo scoperto
lancinante ma reale
che per un attimo
ti fa dimenticare il resto.

C’è un dolore nuovo
che non avrei mai creduto di conoscere
come un’esplosione di tenebra
all’altezza del petto
come una morsa di silenzio
che attanaglia il pensiero.

Lento il suo corso
nelle lunghe giornate di grigio e di corvi
è meno intenso adesso
ma è ancora lì
e scava…

Di una cosa sola
sono certo
non voglio mai più sentirlo
qualunque sia il costo
qualunque esso sia!

CIGNO

Come un cigno
tu sei
bella ed elegante
addirittura gloriosa
ma il tuo cuore
è quello di un corvo
nelle notti buie
dell’inverno più lungo.

Come un cigno
tu sei
nobile volto
grande coraggio
non ami sguazzare
insieme agli altri…
…hai ali di gabbiano.

Come un cigno
tu sei
splendida ed altera
a volte violenta
allunghi il collo
ami farti vedere
ma forse sei soltanto
una stupida oca.

OMBRA

Ombra che segue
di giorno e di notte
col sol di mezzogiorno
e la luce diffusa
dei pomeriggi ottobrini
anche se non la vedi
lei è sempre con te.

Ombra che danza
alla corte del fuoco
al riflesso della luna
oppure evocata
da auto in corsa
sulle arterie del pianto
di questa vecchia città.

Ombra che ride
in un parco giochi
in una giornata di sole
un taglio maligno
sul volto immaginato
che attanaglia lo stomaco
lasciandoti un brivido.

Ombra che ci ricorda
una verità caduca
perché altro non siamo
che ostacoli alla luce.

IL GIGANTE DI PIETRA

È un gigante di pietra
crudele ed ingombrante
questo intruso tra di noi
incombente ed immobile
è cresciuto nei giorni tediosi
di un inverno troppo lungo
nei gesti ripetuti all’infinito
nelle parole sempre uguali
negli sguardi vuoti
ricolmi di stanchezza
dovuti a scelte difficili
ad ambizioni d’amore
e promesse sussurrate piano
quando tutto era giovane e ridente.

Il gigante di pietra è tra noi
ci tiene ancorati a terra
gettando un’ombra sui nostri cuori
ci fa sentire piccoli ed impotenti
ci indica la via
sempre la stessa
ma noi ci trasciniamo a stento
vorremo fermarci
chiudere gli occhi
seguire il vento
ma lui è così forte
così bello
quasi un dio…

Lo abbiamo chiamato amore
ma è solo un gigante di pietra.

DISTANZA

Lo senti il vento che cambia
Il profumo non è più lo stesso
Sei cambiata anche tu?

C’è una nuova luce nei tuoi occhi
La tua bellezza è cresciuta con la distanza
Mentre mi chiedevi di aspettarti
Ho messo radici profonde
Per sfidare le tue tempeste

Adesso sono una quercia possente
E questo vento nuovo
Mi accarezza appena
Mentre tu
Hai già spiegato le ali.

VISTA

Io vedo
Vedo oltre il bordo di questa finestra
Anche se i miei occhi sono ciechi
Vedo ciò che mi è permesso di vedere
Una collina
Il traliccio della compagnia telefonica
Una casa in fondo alla valle
E niente altro…

Scorrono nubi cariche di pioggia
Nel cielo limpido di questa ultima estate
Corrono talmente veloci che non riesco a fermarle
Il sole acceca come una torcia nel buio
Brucia come il braciere di una chiesa sconsacrata
Un rivolo di certezza mi solca le tempie
Vedo, eppure sono cieco.

La vista è figlia di una scelta
Due sole possibilità
Vedere o chiudere gli occhi?
L’abbandono è un frutto dolcissimo
E la verità è la più amara delle radici.